MAX FIORE

Nasce vicino al Mare. Ma, dietro, ci sono i Sibillini, luoghi con nomi maledicenti e abitati dai lupi.

L'infanzia è toccata da tipiche beghe familiari e dall'amicizia fine ed affine con Solitudine. Un giorno capirà che non erano in due, scoprirà che le Solitundini son sette.

La giovinezza passa tra studi classici e filosofici, l'uso di molte spezie e storie d'amore  e di sesso (che considera due cose diverse  e distinte).

Per indole e per forma mentis, non ama lavorare; così, per contrappasso, di lavori ne fa tanti: raccoglie uva, cava zucchero dalle rape, fa la comparsa in Teatro e pure il mimo (ma solo per contratto), insegna, conduce wagon lits sulle tratte Venezia-Parigi, Nizza, Ginevra, Zurigo... Negli ultimi 17 anni, si assicura pane  e companatico... assicurando. Se gli chiedi del suo lavoro, ti racconta la storiella della botte di ferro di Michelstaedter.

La maturità è segnata dalla ricerca della quiete: la felicità non gli interessa, epperò è sereno. Certo, Il Mondo, cattivo e veloce, rema contro... ma sa come lasciarsi trasportare dove vuole dal fiume della Vita. Dove vuole? Al Mare.

Se si guarda agli enneatipi, è, dicono, un 5 di merda; l'oroscopo dice un Leone ma da considerare che in Cina sarebbe un gran bel Porco. Se fosse obbligato ad essere qualcun altro, sceglierebbe di essere, sempre... qualcun altro. Dicono pessimista ma è cinico nel senso filosofico del termine. Sbattezzato, tiene in bella vista la scomunica ricevuta; la laurea, invece, sta vicino alla tazza, in bagno.

Ama il buon cibo, l'ottimo vino e il Rum di bassa lega, quello che 'raspa' in gola (Flor de Cana il preferito). Si gira, da sempre, le cicche e deve ancora superare, dopo più di vent'anni, l'addio al mercato italiano del Gauloises Caporal, col suo inconfondibile aroma di sterco di cavallo.

Se deve scegliere tra una partita  in campetto con gli amici e un incontro galante con la donna piu bella... il campetto tutta la vita.

Ama Bowie, i Pink Floyd e i Doors e tiene sul comodino tre libri: Alice nel paese delle Meraviglie, I fiori del Male e lo Zarathustra.

Alla domanda 'Come va?', si augura di poter sempre rispondere: 'Regular. No pasa nada'.


Libri

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