Dire Fare Inventare

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Parole e grammatiche in gioco

Questo libro – secondo le riflessioni, la ricerca e le pratiche didattiche del Movimento di Cooperazione  Educativa, che da sempre le sottopone al continuo confronto cooperativo – presenta alcune idee-guida rivolte a insegnanti che vogliono superare le stanche ritualità scolastiche imperniate su regola /esercizio /verifica e su errore /correzione /sanzione. Propone spunti di riflessione su aspetti particolari della lingua corredati da proposte di lavoro concrete, brevi testi, frammenti, stimoli attorno a cui avviare in classe un lavoro di osservazione, riflessione, confronto. Da una parte il libro indaga sulla natura della lingua, considerata non come oggetto da conoscere in astratto e/o repertorio di ‘modelli’ da riprodurre, ma come strumento prezioso che tutti gli esseri umani hanno il diritto di possedere e usare, uno strumento di comunicazione da affinare via via per adeguarlo ai bisogni comunicativi di ciascuno. Dall’altra, il libro insiste sul ruolo fondamentale della metodologia e della didattica, ritenendo che siano fondamentali, in tutti gli ordini di scuola, l’uso della lingua e l’osservazione-riflessione sulla lingua “in uso” stimolando un confronto di gruppo, in contesti in cui la classe è comunità di ricerca che costruisce il sapere.

Le ragioni del libro
• Riflessioni e proposte operative per ricollocare
l’educazione linguistica al centro della scuola, poiché
occorre affrontare il problema degli scarsi risultati della
scuola italiana, in generale, rispetto alla formazione in
quest’area fondamentale.
• Non un ritorno al buon (?) tempo antico della scuola
d’élite e selettiva, non l’acquisizione di regole meccaniche
precostituite, quanto piuttosto la conquista della piena
padronanza della lingua, per una comunicazione reale,
secondo la varietà multiforme degli strumenti, dei mezzi
e dei canali comunicativi di oggi.
• Le proposte di lavoro sono qui offerte in modo giocoso,
nella convinzione che la ricerca e la scoperta sono un
gioco, anzi, un gioco tra i più belli e appaganti.

 

Homo ludens, scriveva nel secolo scorso Johan Huizinga, dando forma filosofica al fatto che la dimensione ludica non è solo circoscrivibile ai momenti del riso sguaiato o dell’azzardo ossessivamente reiterato, ma  è costitutiva e trasversale di ogni attività umana – dell’individuo e del gruppo. Il presente volume – questo Dire fare inventare – riporta la questione entro la scuola, cioè entro quella istituzione che nelle immagini e nei ricordi di troppi è il luogo dove il riso, il gioco, il divertimento sono banditi. Non è un caso che proprio il Movimento di Cooperazione Educativa proponga questo volume che, scritto da insegnanti, si rivolge a insegnanti come preziosa fonte di concrete proposte didattiche. Un profluvio di suggerimenti concreti, operativi, fondati su una base che mostra i propri riferimenti teoretici e che non vuole, dunque, limitarsi a rendere conto dell’esperienza individuale. Anche in questo sta la ricchezza del volume.”

 (Dall’incipit della Prefazione di Massimo Vedovelli)

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