Eurocrisi, Eurobond, Lotta sul debito

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Uscire dalla crisi "dal basso, a sinistra"

VERSO UNA COLOSSALE SVALORIZZAZIONE DI CAPITALI E DEL LAVORO.

La crisi del debito sovrano in Europa, con il possibile rischio di disfacimento della moneta unica e della stessa Ue per come le conosciamo oggi, non è da leggere principalmente a partire dagli equilibri politici e sociali interni alla Germania nè come esito del conflitto tra formiche nordiche e cicale mediterranee. Questo saggio aiuta a inquadrare l’eurocrisi come passaggio della crisi globale che, irrisolta nei suoi nodi di fondo, sta dando luogo ad uno scontro a più livelli sui mercati finanziari e per mezzo di essi con profonde fratture anche nel campo occidentale tra dollaro e euro, tra finanziarizzazione transnazionale garantita dal potere imperiale statunitense e finanziarizzazione in salsa europea. In gioco è, insieme, una colossale svalorizzazione di capitali e del lavoro che ciascuno cerca di scaricare sugli altri.

Ma col “contagio” si è iniziato a discutere di debito e default, e non solo tra gli “esperti”: ci si inizia a interrogare sui costi sociali dell’economia del debito ma anche su come si è prodotto, chi ci guadagna, dove ci sta portando, e qua e là affiora il dubbio se è giusto pagarlo o comunque se sostenerne i costi non significa alimentare il male piuttosto che guarirlo.
La lotta al debito può costituire quel terreno comune di ripresa di parola dal basso in cui il farsi “di parte” in cerca di soluzioni comuni per la vita di tutti/e e di ciascuno può configurare una nuova politica autonoma dai poteri? Problema inedito…

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