REDDITO DI CITTADINANZA

Emancipazione dal lavoro o lavoro coatto?

Beppe Grillo non legge ma spera?

Beppe Grillo avrà mai letto il testo del disegno di legge sul Reddito di cittadinanza proposto dal Movimento Cinque Stelle? Ridare dignità a milioni di persone è un giusto obiettivo, e in Parlamento solo questo disegno di legge lo persegue. Gli strumenti che intende usare, invece, non sono dignitosi, dall’obbligo di documentare una ricerca attiva di lavoro non inferiore a due ore giornaliere, a quello di accettare un qualsiasi lavoro se dopo un anno di ricerca non si ha ancora un’occupazione. Dignità lesa e sconquasso del mercato del lavoro. E’ già successo: in Gran Bretagna i poveri sono costretti al lavoro coatto gratuito, altrimenti perdono il sussidio; in Germania devono accettare i piccoli lavori in cambio di salari miserevoli che si aggiungono al sussidio. Il libro documenta queste situazioni. In Italia l'approccio alternativo al Reddito di cittadinanza è quello del Reddito di inclusione sociale veicolato dal governo sulla base di un progetto dell’Alleanza contro la povertà, che riunisce organizzazioni cattoliche e confederazioni sindacali. Riguarda la povertà assoluta e non punta ad altro che a mitigarne gli effetti entro le condizioni date di emarginazione sociale. Agisce non contro la povertà ma nella povertà. Prevede sussidi ‘ai più poveri tra i poveri’ in funzione delle disponibilità di bilancio e previo impegno delle famiglie a correggere atteggiamenti e comportamenti, avviando al lavoro i loro componenti adulti. La coazione al lavoro è la costante di tutti i disegni di legge sul reddito di cittadinanza presentati al parlamento. Il libro ne esamina obiettivi e strumenti per mostrare come si adeguino passivamente alla logica della flessicurezza imposta dalla governance europea. Questo è il terreno su cui in Italia si misura la politica, mentre altrove irrompe il dibattito sul reddito universale incondizionato.

 

AVVERTENZA

Liberiamocene, o sarà fascismo

Alessandro Somma, giurista che si è interessato alle radici ordoliberali dell’Unione europea, rileva che l’economia sociale di mercato con il trattato di Maastricht “ha trasformato la costruzione europea in una sorta di superstato di polizia economica, impiccando i paesi membri a parametri che impediscono anche solo di considerare nel dibattito pubblico opzioni diverse da quelle contemplate nel pensiero unico”. “Liberiamocene, o sarà fascismo”, ha avvertito. Sistemi di matrice fascista di gestione della povertà ci sono già in Gran Bretagna e in Germania. Con un reddito di cittadinanza basato sul lavoro coatto potremmo averle anche in Italia.

 

 

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