Mundus non est fabula

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Leggere Michel Serres

«Hiroshima resta
l’unico oggetto
della mia filosofia»
(Michel Serres, 1992)

 
“Poiché abbiamo il sapere e le tecnologie di fronte a noi, siamo condannati a divenire inventivi, intelligenti, trasparenti. La creatività è tutto ciò che ci resta. La notizia è catastrofica per i brontoloni, ma è entusiasmante per le nuove generazioni”.
 
 
Poco più di mezzo secolo fa, Michel Foucault annunciava la “morte dell’uomo” e, a seguire, un decennio dopo, Jean-François Lyotard profetizzava la fine dei “grandi racconti”. Oggi, secondo il filosofo Michel Serres, membro della prestigiosa “Accademia francese”, proprio la sintesi neodarwiniana di alcune scienze (paleoantropologia, neuroscienze, biochimica, genetica) permette alla filosofia di annunciare la rinascita dell’uomo, di tesserne un nuovo “Grande Racconto” e di ritrovarlo di fronte ad una biforcazione fondamentale e cruciale del suo viaggio millenario. Così, la filosofia potrà essere recuperata al compito – che grandi pensatori, in passato, hanno saputo interpretare – di anticipare le tendenze del futuro e di contribuire a renderci consapevoli, agli esordi del XXI secolo, della necessità di «dover decidere la pace tra di noi per salvaguardare il mondo e la pace con il mondo per salvare noi stessi». 
 

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