La Grecia ferita.

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Cronaca di un waterboarding spietato

Al vertice del G20 a Cannes nel 2011, quando l'euro è andato molto vicino alla rottura, sul tavolo c’era la soluzione della crisi greca. E il culmine della tragedia è la scena in cui il presidente americano Barack Obama prende il sopravvento e dice agli europei cosa devono fare, facendo scoppiare in lacrime la cancelliera tedesca Angela Merkel: "Ich bringe mich selbst nicht um." “Non voglio suicidarmi”. Questo è stato uno dei tre episodi (maggio 2010, decisione del primo piano di crediti ad Atene, novembre 2011, congelamento del referendum di Papandreou e luglio 2012, intervento di Mario Draghi a Londra) in cui senza misure drastiche, l'eurozona si sarebbe frantumata. Ma dopo sei anni la Grecia è ancora in difficoltà. Questo libro racconta come i problemi non sono stati risolti ma aggravati quando, invece, di seguire le proposte che il Fondo monetario voleva imporre, cioè un piano di austerità, un taglio ai creditori del 30% e un prestito per facilitare l’aggiustamento, si è seguito il piano deciso dall’Europa, dove i prestiti ci sono stati e anche l’austerità; quello che è mancato è stato un taglio del debito del 30%, che avrebbe portato il rapporto debito/Pil al 100%. Questo grave ritardo è stato voluto dal dominus assoluto della politica europea, la cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese Nicolas Sarkozy per proteggere le loro banche a costo di far affogare la Grecia.

 

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