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La globalizzazione è realmente l’imperiosa necessità del xxi secolo? Ed è da essa che dipendono completamente il futuro del nostro pianeta e la vita dei suoi abitanti? Per gli autori di questo volume rispondere a queste domande significa analizzare e criticare non solo la concezione stessa di globalizzazione, ma anche tutte le distorsioni e i veri e propri crimini che la contraddistinguono.
Questo volume raccoglie gli interventi di vari autori a un convegno internazionale tenutosi a Palermo nel dicembre 2000 che ha inteso far luce sulle attività e le organizzazioni criminali che circondano l’attuale processo di globalizzazione. Approfondendo le problematiche relative all’evoluzione e alla diffusione della criminalità globale, questo volume indaga sui fattori che stanno dietro allo sviluppo del crimine e della retorica della sicurezza utilizzata dagli stati per accrescere l’insicurezza nei cittadini e per rafforzare i dispositivi di controllo sociale sugli stessi. Parallelamente gli autori intendono investigare anche sulle conseguenze economiche della globalizzazione, soffermandosi in particolare sui processi di esclusione che essa genera per intere aree del pianeta. Il carattere interdisciplinare del volume e le preparazione degli autori che vi hanno contribuito – fra cui si possono segnalare Ignacio Ramonet, direttore di Le Monde diplomatique, Alain Labrousse, fondatore dell’Observatoire géopolitique des drogues di Parigi e l’italiano Bruno Amoroso – fanno di questo testo un elemento essenziale per approfondire alcuni degli aspetti più scomodi, e volutamente trascurati dalla maggior parte dei media, che porta con sé il fenomeno della globalizzazione: un fenomeno politico-economico che, come dicono i curatori, non è un processo né naturale né irreversibile.
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