Il nuovo New Realism

La Filosofia e il suo consumo

Nuovo Realismo e postmoderno

Marketing, sell-in, sell-out, customer satisfaction, target, merchandising, fore-cast, tools, competitors, brand, dealer…non si tratta soltanto di anglismi utilizzati nel mondo economico e produttivo. Essi infatti possono venir applicati anche a campi in apparenza eterogenei ed estranei come la cultura, il sapere, la teoria in genere.
Emiliano Bazzanella, in questo saggio, parte così dal recente dibattito filosofico che si è acceso tra i fautori del “postmoderno” e il nuovo realismo, non per aggiungere un’ulteriore voce più o meno consentanea con l’una o con l’altra parte, bensì per tentare un’analisi approfondita dell’orizzonte in cui lo stesso dibattito si è sviluppato.
 
In effetti i toni di quella che si è voluta presentare pubblicamente come una “gigantomachia”, appaiono invece molto più affini al linguaggio e alle tecniche di un’economia produttiva e commerciale, tanto da far pensare a una “guerra” di marchi all’interno di un mercato del pensiero sempre più competitivo. In altre parole la filosofia è divenuta un “oggetto di consumo” come peraltro altri saperi quali la scienza, la letteratura, la religione, la matematica, la psicologia, la logica, etc., e ciò al di là dei meccanismi editoriali dai quali ovviamente la conoscenza non può ancora prescindere. Da qui l’ipotesi che il consumo nella forma sistemica assunta nel tardocapitalismo possa fornire una chiave di lettura efficace della contemporaneità, in un’ottica che l’autore definisce onto-immunologica: nel consumare e nella consumazione risuonano significati antichi, dalla liturgia cristiana, ai riti espiatori primitivi per giungere a una modalità di relazionarsi agli oggetti che è tipicamente infantile. Il che ci fa pensare a una coimplicazione di più livelli in cui vengono chiamati in gioco il soggetto, i sistemi di immunizzazione microscopici che egli attiva a livello individuale e forme di autoimmunizzazione macroscopica attraverso le quali la comunità cerca di sostenersi, anche a scapito di movenze circolari, autoreferenziali e, soprattutto, eccessive.
 

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