Lacan

Immaginario, simbolico e reale in tre lezioni

Lacan è stato probabilmente uno degli psicanalisti tra i più amati e nello stesso tempo tra i più avversati del secolo scorso. Ciò probabilmente per l’oscurità del suo insegnamento, per il suo carattere eccentrico e per l’aura esoterica che caratterizzò i suoi famosi Seminari.

Ancora oggi, tuttavia, il suo pensiero è presente nel dibattitto contemporaneo e viene sovente citato con una reverente cautela. Emiliano Bazzanella si chiede allora se sia possibile davvero comprendere Lacan sino in fondo e se la sua riflessione possa essere in qualche modo approcciata attraverso un’applicazione del suo insegnamento all’analisi della realtà contemporanea. A fronte di numerosissime “introduzioni” e di approfondimenti dal punto di vista della clinica, questo testo cerca infatti, attraverso la descrizione delle due condizioni fondamentali dell’epoca contemporanea (la società dello spettacolo e la società dei consumi), di “addomesticare” Lacan e di renderlo comprensibile anche per il lettore più disarmato e lontano dalle sue suggestioni.

Invece di una disamina specifica, cronologica e tematica di tutti i numerosi “lacanismi” che hanno costellato il suo pensiero, Bazzanella tenta una vera e propria “messa in opera” di concetti in apparenza esotici ed astrusi come lo stadio dello specchio, il nodo borromeo, il soggetto supposto sapere, l’oggetto a, il significante padrone, il punto di capitone, il godimento, e così via. Ci accorgiamo così con sorpresa che  Lacan non è stato soltanto uno psicanalista, un filosofo o un antropologo, ma ci ha offerto anche uno strumentario analitico molto efficace per scandagliare in profondità la società odierna, facendone emergere complessità e insospettati paradossi. 

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