REDDITO GARANTITO E INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Tra algoritmi e robotica

Il problema è la soluzione, proprio così. La sostituzione di lavoro con macchine intelligenti è un problema fin quando riteniamo che il lavoro salariato sia la condizione necessaria e indispensabile per poter avere accesso alla ricchezza sociale, per poter sopravvivere. Ma diventerebbe una soluzione non appena ci liberassimo di questa visione limitata che nacque da una situazione di scarsità, ma che è un ostacolo al pieno dispiegamento del possibile, quando l’intelligenza tecnica e scientifica mette a disposizione della società una ricchezza potenzialmente illimitata.

 Contributi di:

Gianmarco Mecozzi, Mutanti senza reddito garantito.
Giuseppe Allegri, Re UBI per una nuova società. Reddito di base, innovazione, tempi di vita. 
Franco Berardi Bifo, Come attualizzare il possibile, ovvero: per l’autonomia progettuale della Silicon Valley Globale.
Luigi Corvo, BIM - Basic Income Matters. Reddito di base e innovazione sociale. 
Giuseppe Bronzini, Reddito di base, lavoro, automazione: appunti per un nuovo garantismo sociale.
Francesca Bria, Reddito di cittadinanza nell’economia dei robot per dire no alla precarietà. 
Benedetto Vecchi, Il reddito di base oltre l’algoritmo digitale. 
Sandro Gobetti, Google al governo e reddito per tutti? 
Silvano Cacciari, Potere deflattivo, tecnologia, (de-)globalizzazione e reddito di cittadinanza.
Franco Carlucci, Soft Machine 2.0. L’operaio sociale e l’uso capitalistico delle macchine.
Roberto Ciccarelli, Nel capitalismo digitale il reddito di base non si trova sugli alberi.
Fabrizio Fassio e Giuseppe Nicolosi, L’aumento del tempo di lavoro nell’epoca della sua riducibilità tecnica.
Mariano Di Palma, Robot n. 18, senza articolo. L’urgenza di un reddito minimo dentro la quarta rivoluzione industriale.
Andrea Fumagalli, Umani, macchine e reddito di base.

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