Ágnes Heller tra Marx e Foucault

A cura di: 
Emiliano Bazzanella
l SUV e il coraggio di dire la verità di Emiliano Bazzanella. La teoria, la prassi e i bisogni umani di Ágnes Heller. La teoria marxista della rivoluzione e la rivoluzione della vita quotidiana di Ágnes Heller

Un’idea che qui vorremmo appena abbozzare gravita intorno alla creazione di un nuovo bisogno e può ricordare l’”attraversamento del fantasma” di Lacan, ossia la presa di coscienza di quella schermatura finzionale e immunizzante che ci ptotegge dal reale ma che nello stesso tempo ci aliena ed assoggetta. In questa direzione di pensiero, la tecnica del sé foucaultiana potrebbe essere virata verso la dinamica paradossale dei bisogni nella loro ambivalenza e l’istituzione di un bisogno per così dire aporetico. E se allora questo bisogno fosse quello della decrescita, cioè il coraggio di rinunciare alle sfere protettive e materne offerte dallo sviluppo progressivo e dall’incremento dei mondi virtuali e fittizi che frapponiamo continuamente tra noi e la realtà? Se innescassimo cioè il bisogno radicale del “meno” invece del bisogno del “più” e aprissimo così l’orizzonte di un senso comunitario non artificiale come nel comunismo e nel consumismo, ma essenzialmente autentico? E come potrebbe essere assimilata dal capitalismo quest’esigenza che, pur giocandosi attraverso il meccanismo del consumo da esso introdotto, mina la sua funzione protettiva ed immunizzante?

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