UCRAINA, EUROPA, MONDO

Guerra e lotta per l'egemonia mondiale

Prezzo: €13,00 / Prezzo di listino: €13,00
CON OMAGGIO A SCELTA
Formato: 135x215, 112 pagine / Febbraio, 2024 / ISBN: 9788893132695

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La NATO, gli USA e l’Unione Europea sono sempre più coinvolte nella guerra tra l’Ucraina e la Russia. Oggi l’Ucraina non combatte per la sua integrità territoriale, qualsiasi cosa vogliano mai dire questi termini, in uno spazio che è costitutivamente plurietnico e plurilinguistico. Oggi l’Ucraina è una pedina di un gioco molto più grande di lei. La guerra iniziata nel 2022 non appare destinata a finire in tempi brevi e, anzi, sembra sempre di più il laboratorio per un insieme di guerre e conflitti che dalla scala regionale possono assurgere a una dimensione allargata, addirittura mondiale. Dietro il conflitto interno tra la maggioranza nazionalista ucraina e la minoranza autonomista russofona si agitano altri e più profondi scenari.

Innanzitutto, vi è strettamente connesso il destino dell’Unione Europea. Dall’adozione dell’euro questa ha progressivamente smarrito la sua vocazione originaria di continente capace di unire, attraverso il welfare, il modello liberale con quello socialista e democratico, di rinnegare i nazionalismi a favore del federalismo, di costruire la patria comune dei diritti umani e della pace. Cosa rimane di tale progetto di autonomia e riscatto, nato dopo i disastri della Seconda guerra mondiale? L’Europa non ha impedito la guerra prima che scoppiasse e l’ha alimentata, dopo, con un furore sciovinistico antirusso, declinato in salsa occidentale, che fa rabbrividire lo spirito lungimirante dei padri e delle madri fondatori del progetto europeo. La guerra in Ucraina segna inevitabilmente uno stravolgimento ideale dell’europeismo e la rinuncia del Vecchio Continente a essere protagonista autonomo sulla scena mondiale. A tutto vantaggio della potenza declinante statunitense.

L’attrito con la Russia è infatti un tassello – importante – per uno scontro maggiore: non è Putin, infatti, la minaccia all’egemonia americana ma la Cina. Tre livelli distinti: locale, continentale e mondiale di un unico processo che vede al centro la questione dell’egemonia. Ma che cos’è l’egemonia? Come si declina il rapporto tra la supremazia politica e la potenza economica? Rivolgendo lo sguardo alla guerra in Ucraina, ai suoi precedenti e ai conflitti che sono stati innescati dallo scontro tra l’Occidente e la Russia, sembra emergere uno scenario inquietante.

La crisi economica, la crisi di sistema, che dal 2007 attanaglia gli Stati Uniti e l’Europa non è stata in alcun modo superata, mentre i Paesi che noi chiamavamo eufemisticamente in via di sviluppo si sono sganciati progressivamente dalla tutela occidentale e hanno raggiunto un livello di ricchezza e di benessere mai visto prima. La guerra, le guerre, nelle strategie irresponsabili e cieche delle leadership declinanti dell’Occidente possono essere una risorsa, una grande risorsa per fermare la lancetta della storia. In un mondo che nessuno può realisticamente pretendere di controllare, la strada per una convivenza pacifica, nel rispetto dei nuovi equilibri, si è fatta molto stretta. Soltanto la messa in discussione del nostro attuale modello di vita, di quello che abbiamo chiamato per anni «consumismo capitalista», può permettere di superare la fase storica che si è aperta, con il ferro e con il sangue, il 24 febbraio 2022.  

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